Omeopatia e dintorni

Allium cepa homeopathic medicinedi OmeoGAS – Gruppo d’Acquisto Solidale di Omeopatia

omeogas.spinea@gmail.com

L’idea della costituzione del gruppo GAS è del 2012. Si parlava di “adeguamenti alle normative europee”, collegate alla sicurezza dei consumatori. Risultato: molti rimedi omeopatici unitari, organo terapici, complessi, ecc diventano di più difficile reperimento.

Alcuni dei rimedi unitari “minori”, nel senso di uso meno frequente, spariscono, situazione simile accade anche per diversi rimedi organo terapici e per diversi rimedi complessi, e soprattutto questo fenomeno sembra essere particolarmente accentuato in Italia.
Cosa stava succedendo? Come rispondere rapidamente, anche se in modo parziale al problema del reperimento di molti rimedi?
La risposta di costituire un Gruppo di Acquisto Solidale per l’Omeopatia, ci è sembrata quella più idonea, e così siamo partiti cercando in primo luogo delle “strade” per reperire i prodotti che servivano.

A distanza di un anno, possiamo fare un primo consuntivo. Il processo che ha interessato l’omeopatia è relativo ad una normativa che prevede la registrazione onerosa, da parte del produttore, di tutti i singoli rimedi omeopatici (ceppi) che vuole vendere, e questo in ogni singolo paese della comunità, con costi molto diversi per ogni singolo paese.
Risultato:
Le aziende di piccole o medie dimensioni (la quasi totalità) non sono in grado di affrontare questa nuova spesa e come risultato, riducono il numero di rimedi a disposizione. La gamma completa è di circa 5/6000 rimedi (ceppi), anche una registrazione semplificata e scontata a 200 euro per rimedio, di fatto risulta troppo onerosa, tenendo conto poi che andrà aggiornata anno dopo anno.
L’azienda leader, viene in questo modo favorita, ma questo non aiuta comunque a risolvere la questione della disponibilità, in quanto anche questa comunque programma di fatto la sparizione di numerosi ceppi. Che fare?
Ovviamente combattere contro questo modo assurdo e paradossale di gestire la nostra salute. Da un lato non si riconosce all’omeopatia nessun valore o efficacia, dall’altro la si paragona all’industria farmaceutica tradizionale e si richiede la registrazione onerosa di rimedi che da centinaia d’anni vengono prodotti e distribuiti.
Di fatto o ci si rivolge al mercato di Internet o si ritorna al metodo Hahnemanniano di procurarsi/prodursi in proprio i rimedi omeopatici.

Quello che abbiamo cominciato a fare:
– Individuare dei produttori affidabili per:
-Rimedi omeopatici unitari
-Alcuni rimedi complessi
-Alcuni rimedi fitoterapici e gemmo terapici di ampio impiego
– Mettere a punto un kit (20 rimedi in forma liquida), per averli disponibili nelle emergenze.
– Approfondire le nostre conoscenze sull’uso dei rimedi omeopatici di uso comune, attraverso la lettura collettiva e il confronto di alcune delle materie mediche di riferimento.
– Messo a punto un sistema di archiviazione e scambio dati e materiali attraverso Dropbox.
– Costituzione di un embrione di biblioteca on-line, di materiali inerenti l’omeopatia

Che fare?
La questione in gioco è sicuramente il futuro dell’omeopatia.
Attraverso la “scusa” della sicurezza di fatto si è sferrato un grosso colpo all’omeopatia, in particolare colpendo i piccoli e medi produttori, ma anche tutti noi consumatori di rimedi omeopatici.
Il risultato una “considerevole contrazione” del numero di rimedi unitari a disposizione sul mercato italiano, così come una contrazione del tipo e numero di diluizioni.

Il gruppo Omeo-GAS si incontra periodicamente di mercoledì, una volta al mese alle 18.00 a Spinea (VE) in via della Repubblica 18, per continuare a discutere e lavorare su questi temi.

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